The French Army in Italy (1494), according to Matteo Maria Boiardo
The following text is a letter from Matteo Maria Boiardo, author of Orlando Innamorato and captain of Reggio Emilia in 1494, describing some French soldiers of King Charles VIII's army going through the Este territories. Boiardo focused his attention on the French commander ('Don Juliano'), the soldiers' weapons and their horses.

Ill.mo S.re mio. Per le altre gente che sono passate ho fatto scrivere a V. Ex.a et così farò per quelle passaranno. Ma de queste che sono oggi passate, ho deliberato per questa de mia mano dare adviso a la S.V., non perché la cosa sia de importantia alchuna, ma per mio piacere, parendomi mentre ch’io scrivo di ragionar cum v.a cel.ne. Essendo adunque quella occupata, differisca el legere questa mia et anche non la legendo non ne farà molta perdita. Dico adunque che hoggi è passato Don Juliano Capitano de li balestreri del Re di Franza cum cavalli viiijcxl, tra li quali sono balestreri cinquecento, homini d’arme trenta, polvereri (così li chiamano loro) cinquanta. Apresso chiarirò la qualitate del Capitanio loro et di tuta questa gente. Esso Don Giuliano di facia e di persona è somigliante assai a Purloise portieri di V. S., pure è più corto e più grosso: l’anima sua per consientia et il suo cervello per li gesti sono consorti a quelli de Guiciardo Capitanio de la guardia de V. Ex.a. La sua compagnia crida Diable, come cridano li nostri Diamante, et solea portarlo anche per insegna un Dimonio cornuto, adesso porta ne la bandiera Sanmartino per comando del suo Re. Io andai a visitare a l’hostaria questo homo (cum Mesore et cum Don Sismondo Cantormo) quale era vestito de un saio di pano biancho cum molte machie di broda, et havea sopra un mantello de veluto nero ornato di balassi e zaffiri e smeraldi e diamanti osservati assai per Messere. Li peci di queste pietre erano settantaquatro de la grandezza de un carlino o pocho meno, legati benissimo in oro, ma tuti falsi insoma. Noi bevemo siecho tuti e tre e facemo bona cira al costume de Franza cum molti napi de argento tuti alchimiati, et di questa sorta e tuto lo aparechio de la credenzia sua, al mio parere, la quale m’ha mostrata poi questa matina; et sono molti vasi ben lavorati parte bianchi e dorati in parte. Li ragionamenti soi sono consimili a questo suo aparato: de’ quali potrà V. Ex. havere per più bello aggio informatione da Messere.
La Compagnia sua ha come ho detto V.cento balestreri di bona aparencia e tanto bene armati quanto dire se possa, sopra a roncini per la più parte boni e belli XXX.ta homini d’arme benissimo a cavalo: tuti per homo hanno dui corseri o Spagnardi o Frizoni, ma legeri e belli. Li polvereri sono cinquanta: questi sono armati del busto e de le bracia come li balestreri: in capo in locho de celate hano capelli di ferro e bavere grande: al petto de la corazina hano come una resta da lancia, sopra la quale apogiano uno istrumento di brongio magiore de uno sciopetto et è d’altra forma; porta palote quasi quanto una noce; danogli focho cum la chiave a guisa di balestra. Li cavali poi sono grandi et assueti a quel strepito, et holi veduti questa matina trare corendo et carechare cum tanta prestecia che è una maraviglia. Questo è quanto ho compreso degno de adviso per la compagnia de questa giornata: de le altre anchora darò noticia a V. Ex.a ma cum mancho parole, perché non credo incappare in uno altro Don Juliano, el quale me inducca ad exponere tanto seriosamente ogni sua condicione. Questo dì sono allogiati a Campigine, in quello di Castelnovo. Dui altri Signori cum homini d’armi CC.to domatina passerano et li altri de giorno in giorno, del che haverà primo adviso la Ex.a v.a a cui me racomando.
Regii XXV
Augusti MCCCCLXXXXIIII

Giovan Battista Venturi, ‘Relazioni dei governatori di Reggio al duca Ercole I in Ferrara (1482-99)’, Atti e memorie delle RR. Deputazioni di storia patria per le provincie modenesi e parmensi, s. III, vol. II, p. II (1884), pp. 326-27. We thank Sergio Mantovani for providing us with this text.