A Description of a Castle in Milan in 1480

In 1480, a Florentine named Giovanni Ridolfi traveled from Milan to Genoa.  His observations on his journey include the following description of a castle in Milan.

È, oltre a questo, in Milano un Castello bello e fortissimo, posto in su fossi della terra fra P.ta Vercellina e P.ta Comasina, che gira uno mezo miglio o più, con uno giardino che gira miglia 3 murato intorno, dove è una casa chiamano la Cascina che ha il ponte levatojo et chiuso di mura intorno, dove va il Signore alle volte a cena. Et evi uno padiglione che v’è sotto ammattonato, et intorno intorno, ha l’acque vive con siepe a mo di labirinto et evvi una pergola dura quanto è da S. Felice in piaza, sino a Messer Bongianni Gianfigliazzi largo el viottolo braccia 6 o in circa

Abita nella prima parte del Castello, come s’entra drento a man ricta, el Sig.r Ludovico et innanzi si giunga alla stanza di Madonna s’ha entrare per 10 o 12 usci che ve n’è uno, che è il quarto, col ponte levatojo, et andare dal Duca s’ha salire una scala che è man ricta e andare alla stanza di Madonna.

Ha il Castello i fossi intorno intorno fondissimi et murati, et intorno intorno le mure doppie co’ rivellini alte braccia … et larghe 8, colle porte tutte co’ ponti levatori, et ha in mezzo una piazza bellissima lastricata, et evi asai case et stavi di e nocte del continovo drento 800 provisionati, et innanzi i fossi di fuori v’è uno muro doppio lastricato, in mezo uno vano di 3 o 4 braccia, da poterlo empirlo di terra, et poi sono i fossi fondissimi, di poi sono le prime mura altre braccia … et como ho detto larghe braccia 8.

Di poi vi è un altro fosso fondissimo nella medesima maniera, con terre drentovi, spicato intorno intorno et di là da fossi la fortezza principale che sopragiudica tutte queste torre et le prime mura … ogni cosa, et la via che è in mezo fra le prime mura et il secondo fosso è una via sotterra che vi va 4 uomini d’arme a cavallo insieme per la larghezza colle lance in sulla coscia, per la qual via il Castellano che si chiama M… può mettere et cavare quella gente che è vuole.

Et ha detta principale fortezza signoria sopra tutte le torre spiccate che debono essere 9 o incirca et dinanzi in una su l’altra v’ha due forteze tonde bellissime abozzate che sono li sproni di detto castello a tenere a freno li terazani, da ogni lato una.

Et nel mezo di detta torre v’è una altra torre quadra altissima et sotto a quella la porta principale donde s’intra in Castello, et sta in modo che il Castellano, benché signoreggi tutto, niente di meno se vuole mettere o cavare gente non lo può fare senza consentimento di chi guarda la torre spiccata, dove sono li ponti levatoj che ve n’è in tutto il castello 62, et muta ogni sera il Castellano le guardie di nuovo, et per sé si riserba la principale parte et serrasi dentro con 2 ponti levatoj, et è in effetto uno castello a non poter considerare l’artificio suo in 4 dì in modo adottato, che per tradimento mai non si potrebbe avere tante volontà di guardie della detta torre sarebbe acozare che non sarebbe possibile averlo se non per fame, et 500 combattenti guardano tutto a suficentia, perche è si guarda qui per se medesimo, tanto e ben considerato et adottato.

From: Luca Beltrami, Il Castello di Milano sotto il dominio dei Visconti e degli Sforza (1368-1535) (Milan, 1894), pp. 425-427.  We thank Sergio Mantovani for providing us with this text.